Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Il club azzurro lo ha confermato il 3 luglio 2026 con un post di due parole sul profilo Instagram del presidente Aurelio De Laurentiis: "Benvenuto Max". Un annuncio breve, secco, per chiudere uno dei terremoti di panchina più clamorosi dell'estate di Serie A.
Il tecnico toscano ha firmato un contratto triennale, fino al 30 giugno 2029. Prende in mano una squadra reduce dallo scudetto, nel pieno dell'estate del Mondiale negli Stati Uniti, Canada e Messico, con i riflettori dei tifosi puntati altrove mentre a Napoli il nuovo progetto tecnico prendeva forma in silenzio.
Il dopo Conte
Tutto nasce dalla separazione con Antonio Conte, annunciata tra il 24 e il 25 maggio 2026, subito dopo la conquista dello scudetto sul campo. Un divorzio arrivato al culmine della stagione più bella, non nel momento peggiore: la classica rottura di chi ha già dato tutto quello che poteva dare.
De Laurentiis ha lavorato su due nomi per la panchina, Allegri e Vincenzo Italiano, secondo quanto riportato da Sky Sport. Alla fine ha prevalso l'esperienza dell'ex Juventus e Milan. L'intesa informale con Allegri è arrivata attorno al 27 maggio, inizialmente per due stagioni: la formula è poi lievitata a tre, fino al 2029, prima della fumata bianca definitiva di inizio luglio.
Il nodo Milan e la firma
Prima di poter dire sì al Napoli, Allegri doveva sciogliere il proprio legame con il Milan, dove era sotto contratto fino al 30 giugno 2027. La questione si è risolta senza alcuna buonuscita, come riportato da Eurosport e ilnapolista.it: un dettaglio che racconta la volontà di entrambe le parti di chiudere in fretta e senza attriti, archiviando un ciclo rossonero per aprirne uno azzurro.
Sei scudetti, un curriculum pesante
Allegri arriva a Napoli con una bacheca che pochi colleghi italiani possono vantare: sei scudetti vinti in carriera, cinque con la Juventus e uno con il Milan. Un profilo scelto apposta per reggere la pressione di difendere un titolo, non solo per inseguirlo. De Laurentiis, di fatto, ha puntato sull'uomo dei cicli lunghi e dei gruppi blindati.
Conte senza panchina, l'Italia ancora un rebus
Conte, dal canto suo, resta senza squadra. A fine luglio 2026 il suo nome circola ancora nell'ambiente, ma senza alcuna offerta ufficiale sul tavolo. Tra le piste più chiacchierate c'è proprio quella della Nazionale, tornata improvvisamente aperta.
Fino a pochi giorni fa la panchina azzurra sembrava destinata ad Andrea Pirlo. Poi, tra il 26 e il 27 luglio, la sua candidatura è saltata: al centro della vicenda, riportata dalla Gazzetta di Parma, il ruolo di Pirlo come ambassador retribuito di Fonbet, azienda di scommesse russa, un incarico giudicato incompatibile con il profilo del ct azzurro. Nessun successore è stato ancora nominato. Conte resta uno dei nomi che circolano, insieme ad altri, ma al momento non c'è nulla di confermato.
Il Napoli, intanto, guarda avanti. Il ritiro estivo con Allegri in panchina sarà il primo vero banco di prova del nuovo corso, con lo scudetto da difendere e una rosa da rimodellare secondo le sue idee. La Federazione, dal canto suo, dovrà sciogliere in fretta il rebus della panchina azzurra: la strada verso il prossimo ct è ancora tutta da scrivere.


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