L'Italia guarda il Mondiale da casa: Azzurri fuori per la terza volta di fila

Mentre la Spagna prepara la finale del Mondiale 2026, la Nazionale segue tutto dal divano: il ko con la Bosnia ai playoff e l'addio di Gattuso lasciano l'Italia fuori dal torneo per la terza edizione consecutiva.

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L'Italia guarda il Mondiale da casa: Azzurri fuori per la terza volta di fila

Mentre la Spagna prepara la finale del Mondiale 2026 e l'Argentina si gioca stanotte un posto nell'atto conclusivo, l'Italia segue tutto dal divano. Niente Azzurri negli Stati Uniti, in Canada o in Messico: la Nazionale ha mancato la Coppa del Mondo per la terza edizione di fila, un'assenza che ormai si trascina dal 2014.

Il verdetto è arrivato a fine marzo, nella finale dei playoff europei. A Zenica, contro la Bosnia ed Erzegovina, la squadra di Gennaro Gattuso era partita nel modo giusto: Moise Kean sblocca il match al 15', approfittando di un'uscita a vuoto del portiere Vasilj, secondo la cronaca di Sky Sport. Poi la serata cambia volto. Al 41' Alessandro Bastoni ferma un avversario lanciato verso la porta e l'arbitro non perdona: cartellino rosso, Italia in dieci per oltre un'ora.

In inferiorità numerica gli Azzurri hanno comunque avuto le occasioni per chiudere i conti, ma al 79' è arrivato il pareggio bosniaco firmato Tabakovic, riferisce Sky Sport. Nei tempi supplementari non si è sbloccato nulla. E ai rigori la Bosnia è stata più fredda: la lotteria dal dischetto ha premiato i padroni di casa, che hanno staccato il pass per il Mondiale lasciando l'Italia a mani vuote.

Un'altra notte da dimenticare, la seconda in pochi anni dopo lo 0-1 con la Macedonia del Nord nel 2022. Il peso di questa eliminazione lo ha raccontato lo stesso Gattuso, in lacrime davanti alle telecamere: "Chiedo scusa", ha detto il commissario tecnico secondo Fanpage, definendo il ko una mazzata difficile da digerire.

La resa dei conti è arrivata in fretta. Gattuso ha lasciato la panchina della Nazionale per risoluzione consensuale, chiudendo un ciclo brevissimo. Nel comunicato d'addio, riportato dalla stampa italiana, ha spiegato la scelta: "Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l'obiettivo, ritengo conclusa la mia esperienza. La maglia Azzurra è il bene più prezioso".

Ora la FIGC riparte da un cantiere aperto. Nelle stesse settimane se n'erano andati anche il presidente Gabriele Gravina e la leggenda Gianluigi Buffon, capo delegazione: un vuoto ai vertici che ha reso la ripartenza ancora più complicata, come sottolineato dalla stampa italiana. La Federazione si ritrova senza guida tecnica proprio nei mesi in cui il resto del mondo vive la sua notte più importante, e il dibattito sul nuovo corso è già acceso.

Il paradosso è tutto qui. La Serie A continua a esportare campioni, e diversi protagonisti di questo Mondiale giocano ogni domenica negli stadi italiani. Gli Azzurri, però, hanno smesso di esserci quando conta. Tre mondiali di fila senza l'Italia significano una generazione di tifosi cresciuta senza mai vedere la propria Nazionale a una fase finale, e questo pesa più di qualsiasi singola sconfitta.

C'è un dato che fotografa la distanza. Cinque anni fa gli Azzurri alzavano l'Europeo a Wembley; oggi guardano la corsa al titolo iridato da spettatori. Il talento non manca, la struttura sì: qualificazioni fallite, playoff maledetti, troppi gironi chiusi al secondo posto.

La finale del 19 luglio a New York dirà chi entra nella storia. L'Italia, quel giorno, sarà ancora una volta fuori dal campo, con l'unica consolazione di poter ripartire da zero. La ricostruzione è appena cominciata, e il prossimo ciclo di qualificazioni dovrà dire se il fondo è stato toccato davvero.

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