C'è una finale mai vista, e ha una data precisa: domenica 19 luglio, le 21 italiane, sul prato del MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey. Spagna contro Argentina, per la prima volta nella storia del Mondiale. Due scuole, una sola coppa.
I campioni del mondo in carica contro le Furie Rosse. L'Albiceleste di Lionel Scaloni difende il titolo alzato in Qatar nel 2022 e va a caccia del back-to-back, un'impresa riuscita a pochissimi. La Spagna di Luis de la Fuente insegue invece il secondo trionfo iridato della sua storia: il primo, l'unico, porta la firma di Vicente del Bosque nel 2010.
Mai prima le due nazionali si erano incrociate in una finale mondiale. Un inedito assoluto, il vecchio continente contro il Sud America, per riscrivere l'albo d'oro.
Dal bagnetto del 2007 al MetLife
Il filo che lega le due squadre passa da Barcellona. Da una parte Lionel Messi, 39 anni. Dall'altra Lamine Yamal, che di anni ne ha appena 19. E c'è una foto a raccontarlo meglio di mille parole: 2007, un Messi ventenne fa il bagnetto a un Yamal di pochi mesi per il calendario benefico di Diario Sport e UNICEF, scatto firmato Joan Monfort. È rimasta in un cassetto per anni, poi è esplosa virale a Euro 2024. Ora quei due si ritrovano in campo, uno di fronte all'altro, con il Mondiale in palio.
Venti anni di differenza, la stessa maglia blaugrana nel destino. Il maestro e l'astro nascente, cresciuti nella stessa casa catalana, avversari nella partita più pesante di tutte.
Come ci sono arrivate
La Spagna stacca il pass battendo la Francia 2-0 in semifinale: rigore trasformato con freddezza da Mikel Oyarzabal, poi il raddoppio di Pedro Porro. Dietro, la Roja ha concesso pochissimo per l'intero torneo, una difesa rimasta quasi inviolata, un reparto che stringe le maglie e chiude ogni varco. È da lì che parte l'ambizione di de la Fuente.
L'Argentina, dall'altra parte del tabellone, ha piegato 2-1 l'Inghilterra. E lì è tornato padrone della scena lui: Messi confeziona l'assist per Enzo Fernandez, poi pennella il pallone che Lautaro Martinez spinge in rete nel finale. Due tocchi, due reti. La Pulce, a 39 anni, resta co-primatista nella corsa alla Scarpa d'Oro: 8 gol e 4 assist, numeri da ragazzino.
Non è un dettaglio da poco: l'Argentina si è aggrappata al suo numero dieci partita dopo partita, e il doppio assist in semifinale ha ricordato a tutti che la Pulce sa ancora decidere le sfide che pesano. La Spagna, al contrario, si è affidata al collettivo e a una retroguardia che raramente ha tremato.
Un rebus, non un pronostico
Il contrasto è servito: il palleggio e il muro spagnolo contro l'estro di un Messi in stato di grazia. Ma qui nessuno azzarda pronostici. La finale è tutta da giocare, e le formazioni restano un'incognita: chi scenderà in campo dal primo minuto, da una parte e dall'altra, lo decideranno soltanto de la Fuente e Scaloni sotto data.
Prima del gran finale, però, c'è la finalina. Francia e Inghilterra si giocano il terzo posto sabato 18 luglio a Miami, un antipasto per chi sogna già la domenica. Poi tocca al MetLife. Novanta minuti, forse di più, per decidere se l'Argentina firma il bis o se la Spagna torna sul tetto del mondo. La foto del 2007, intanto, aspetta il suo seguito.
Fonti
- Al Jazeera
- ESPN
- TODAY
- Wikipedia
- Cover photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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