Due partite, due vittorie, un solo nome sul tabellino: Pio Esposito. Nel breve ciclo di amichevoli di giugno affidato a Silvio Baldini, la Nazionale italiana ha battuto prima il Lussemburgo e poi la Grecia, entrambe per 1-0, ed entrambe le volte a firmare il gol decisivo è stato l'attaccante dell'Inter, classe 2005. Un campione ridotto, certo, ma sufficiente per far emergere due storie che si intrecciano: quella di un commissario tecnico ad interim che sceglie di ripartire dai giovani, e quella di un attaccante classe 2005 che sta diventando il simbolo di quella scelta.
Il commissariamento di Baldini
La FIGC ha affidato a Silvio Baldini, allenatore dell'Under 21, la panchina della Nazionale maggiore per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia, secondo quanto riportato da Football Italia. Una nomina che di per sé racconta una direzione: non un nome esterno chiamato a traghettare la squadra, ma il tecnico che già lavora ogni giorno con la generazione più giovane del movimento azzurro, promosso temporaneamente al piano di sopra.
Affidare due amichevoli internazionali al selezionatore dell'Under 21 non è una scelta neutra. Significa continuità di metodo tra i gruppi giovanili e la prima squadra, e la possibilità concreta di vedere in campo, con la maglia della Nazionale maggiore, calciatori che Baldini già conosce e allena nel percorso di crescita azzurro. In questo contesto il coinvolgimento di un giocatore come Pio Esposito, cresciuto nel vivaio dell'Inter e ora protagonista con la Nazionale, appare meno una scommessa isolata e più il primo tassello visibile di un progetto.
Il gol che ha deciso il Lussemburgo
Il primo test è arrivato il 3 giugno 2026: Italia-Lussemburgo, chiusa 1-0 per gli azzurri. A decidere l'incontro, come riportato da Sportmediaset, è stato Pio Esposito, autore di un gol di testa su calcio d'angolo. Un'amichevole contro un avversario sulla carta abbordabile, certo, ma la Nazionale di Baldini l'ha portata a casa con il minimo scarto e con la firma dell'attaccante dell'Inter, che al suo esordio nel nuovo corso ha già lasciato il segno.
Un gol di testa da corner racconta anche altro: presenza in area, tempismo, la capacità di rendersi pericoloso anche senza essere il principale terminale offensivo dell'azione corale. Sono dettagli che, presi isolatamente, valgono poco. Ma uniti a quanto accaduto pochi giorni dopo, cominciano a comporre un disegno più chiaro.
Il bis a Creta contro la Grecia
Il 7 giugno 2026, in trasferta a Creta, l'Italia ha ripetuto il risultato: 1-0 alla Grecia, e ancora una volta il gol decisivo porta la firma di Pio Esposito, come raccontato dall'ANSA. Due vittorie su due per Baldini, entrambe con lo stesso punteggio, entrambe decise dallo stesso giocatore. Non è più una coincidenza isolata da archiviare, ma un pattern che la Nazionale e il suo pubblico non possono ignorare.
Vincere fuori casa, in un contesto insidioso come una trasferta in terra greca, ha un valore diverso rispetto a un successo casalingo contro un avversario minore. La difesa azzurra ha retto per la seconda partita consecutiva senza subire gol, e in attacco è bastato ancora una volta l'inserimento di Pio Esposito per portare a casa i tre punti simbolici di un'amichevole. Il bilancio del breve mandato di Baldini è così perfetto sulla carta: due gare, due vittorie, zero gol subiti, un solo marcatore.
Pio Esposito, il nuovo volto degli azzurri
Nato nel giugno 2005, Pio Esposito è un attaccante dell'Inter cresciuto nel settore giovanile del club nerazzurro, ed è oggi diventato centrale nel progetto della Nazionale, come ricostruito da FcInterNews. Un percorso che parte dal vivaio meneghino e arriva, in pochi mesi, a farne il calciatore che decide entrambe le prime uscite della nuova gestione tecnica azzurra.
Il fatto che, da classe 2005, si trovi già a essere il terminale offensivo più prolifico della Nazionale in questa fase, seppur in un contesto di sole amichevoli, dice qualcosa sul momento che sta vivendo l'attaccante e su come lo staff tecnico stia costruendo attorno a lui fiducia e responsabilità. Per un movimento calcistico che da tempo fatica a produrre nuovi centravanti di riferimento, vedere un prodotto del proprio vivaio, quello dell'Inter, imporsi con continuità già nelle prime convocazioni ha un peso che va oltre il semplice risultato sportivo.
Un'identità che prende forma
Guardando ai due risultati nel loro insieme, emerge un'idea di squadra precisa: solidità difensiva, la porta inviolata in entrambe le uscite, e un attacco che, pur non travolgente nei numeri, trova sempre il modo di essere decisivo attraverso Pio Esposito. È presto per parlare di un'identità di gioco consolidata: due amichevoli restano un campione ridotto, e il contesto di giugno, con rose spesso rimaneggiate e avversari che non rappresentano il meglio del proprio movimento, va sempre soppesato con cautela.
Detto questo, la scelta della FIGC di affidare la panchina al tecnico dell'Under 21 per l'esatto arco di tempo in cui la squadra ha trovato equilibrio e un centravanti capace di risolvere le partite non è un dettaglio da liquidare in fretta. Se il filo conduttore tra la crescita dei giovani e la prima squadra è davvero questo, il mandato di Baldini, per quanto temporaneo, potrebbe aver lasciato più di una semplice striscia di risultati positivi.
Cosa resta da dimostrare
La domanda più concreta riguarda ora la continuità. Due vittorie in amichevole non equivalgono a una certezza in un contesto competitivo, dove la pressione, la qualità degli avversari e la posta in palio cambiano radicalmente. Resta da vedere se Pio Esposito saprà confermare lo stesso impatto quando le partite conteranno davvero punti pesanti, e se il modello di squadra costruito da Baldini in queste due uscite reggerà al banco di prova di un calendario più esigente.
Per ora, però, il dato di fatto è semplice e già significativo: in un momento in cui la Nazionale ha bisogno di ricostruire certezze, un tecnico proveniente dal settore giovanile ha vinto due partite su due, e un giovane cresciuto nel vivaio dell'Inter ha segnato il gol decisivo in entrambe. Un piccolo campione, ma un segnale che il progetto azzurro vuole leggere in chiave positiva.
Fonti: Football Italia, Sportmediaset, ANSA, FcInterNews
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