Lionel Messi, Argentina. Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La finale è un derby della Masia: otto con la Spagna, il nono è Messi

Comunque finisca al MetLife, il vivaio del Barcellona alza il Mondiale: la finale tra Spagna e Argentina mette in campo nove prodotti della Masia, da Yamal e Pedri fino all'unico argentino, Leo Messi.

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Comunque vada, festeggia la Masia

Alle 21 italiane il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, alza il sipario sulla finale dei Mondiali 2026: Spagna contro Argentina, campioni d'Europa contro campioni del mondo. E c'è già un trionfatore, qualunque sia il risultato. Il vivaio del Barcellona.

Sul prato del New Jersey sono attesi nove giocatori cresciuti alla Masia, la cantera che da vent'anni rifornisce mezzo pallone mondiale. Otto con la Spagna. Uno, il più celebre di tutti, con l'Argentina.

Non è un dettaglio da almanacco. La prima finale iridata della storia tra due nazionali di lingua spagnola passa quasi per intero dalle stesse aule di Barcellona.

La Masia non è solo un indirizzo: è una scuola di pensiero, quella del possesso e del gioco di posizione che ha forgiato generazioni di campioni. Stasera, in un certo senso, gioca contro se stessa.

Gli otto della Spagna

Il simbolo è Lamine Yamal, 19 anni, prodotto della Masia diventato stella planetaria prima ancora della maggiore età. Attorno a lui, la Roja di Luis de la Fuente porta lo stesso marchio di fabbrica: Pedri a dettare i tempi, Pau Cubarsi a guidare la difesa, Fermin Lopez a cucire il gioco tra le linee.

Sono solo i nomi più noti di un gruppo che arriva a otto. Un'ossatura intera, quella spagnola, uscita dallo stesso vivaio del Barcellona. La finale, per de la Fuente, è anche la conferma di un metodo.

Non tutta la Roja parla catalano, per la verità: Rodri, Pallone d'Oro e regista del centrocampo, è cresciuto lontano da Barcellona, e il capocannoniere della Spagna, Mikel Oyarzabal, cinque gol nel torneo, arriva dalla Real Sociedad. Ma l'impronta della cantera resta dominante.

E c'è dell'altro in palio per la Spagna: manca il titolo mondiale dal 2010, e Yamal, se la Roja alza la coppa, diventerebbe il più giovane campione del mondo dell'era moderna.

Il nono è Messi

Poi c'è lui. Perché il solo argentino uscito dalla Masia è Leo Messi, il figlio più illustre di quella scuola, arrivato a Barcellona a 13 anni. Stasera veste la maglia avversaria.

Vent'anni di differenza separano i due totem: il 39enne e il 19enne, il passato e il futuro della stessa scuola, l'uno di fronte all'altro per l'ultimo atto.

Un cortocircuito perfetto: il maestro contro gli allievi. A 39 anni, in quella che tutti indicano come la sua ultima recita mondiale, Messi insegue la terza finale (2014, 2022, 2026) e un posto nella storia. Se l'Argentina difende il titolo, diventa il primo capitano a riuscirci dopo Cafu nel 2002 e il primo a guidare due Mondiali di fila da Pele.

Occhio anche alla scarpa d'oro. Messi è secondo con 8 gol e 4 assist, dietro ai 10 ormai definitivi di Kylian Mbappe. Per prendersela gli servirebbe almeno una doppietta stasera: a quel punto sarebbe 10-10, e il sorpasso arriverebbe grazie al conteggio degli assist.

Cosa aspettarsi al MetLife

La squadra di Scaloni ci arriva battendo l'Inghilterra 2-1 in semifinale, quella di de la Fuente piegando la Francia 2-0. Il pronostico, però, pende dalla parte iberica: il supercomputer di Opta dà la Spagna intorno al 59 per cento, l'Argentina al 41.

Fischio d'inizio alle 21, ora italiana.

Resta una sola domanda, la più bella: chi alzerà la coppa? Quello che è certo è che, tra otto maglie spagnole e una argentina, la Masia comunque vada torna a casa con il Mondiale in valigia.

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