Lionel Messi and Argentina. Photo: Saadick Dhansay / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Finisce senza corona l'ultimo Mondiale di Messi: la Spagna piega l'Argentina ai supplementari

Zero tiri nello specchio, la Scarpa d'Oro finita a Mbappé e nessun trofeo da difendere: a 39 anni Lionel Messi saluta il Mondiale da sconfitto, mentre la Spagna di de la Fuente torna sul tetto del mondo.

In questa pagina

L'addio che non è arrivato

Finisce così, senza corona e senza gloria, il Mondiale di Lionel Messi. Al MetLife Stadium la Spagna batte l'Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari e si laurea campione del mondo: all'Albiceleste, detentrice del titolo, resta soltanto la medaglia d'argento. Per il numero 10, a 39 anni e con ogni probabilità al suo ultimo atto iridato, un congedo amaro.

A decidere è la rete di Ferran Torres al 106'. Incornata di Nico Williams a spazzare l'area piccola, l'attaccante spagnolo si avventa sul primo palo e non perdona Emiliano Martinez. Dopo 90 minuti di 0-0, la partita si sblocca nei supplementari. E lì, per l'Argentina, non c'è più tempo per rispondere.

Un'Albiceleste mai in partita

I numeri raccontano un dominio netto. Possesso 65% contro 35, tiri 19 a 2, 762 passaggi riusciti contro 358. Ma il dato che pesa come un macigno è un altro: zero tiri nello specchio in una finale mondiale, e nei primi 90 minuti nemmeno una conclusione tentata. Zero grandi occasioni, un xG fermo a 0,20 contro l'1,94 della Roja.

Il palleggio spagnolo, con Rodri a dettare i tempi in mezzo al campo, ha soffocato ogni tentativo di ripartenza. Messi, arretrato a cercare il pallone lontano dalla porta avversaria, non ha mai trovato il modo di incidere. Reduce dal 2-1 all'Inghilterra in semifinale, l'Albiceleste si è presentata all'ultimo atto con le sue certezze di sempre. Non le sono bastate.

Sulle corsie esterne, Nico Williams e Yamal hanno tenuto costantemente alta la pressione, costringendo l'Argentina a difendersi troppo bassa per poter poi far male in ripartenza. Anche il conto dei falli, 25 a 21 per l'Albiceleste, tradisce una squadra costretta a rincorrere. La Roja alzava il baricentro, chiudeva ogni varco, e ogni volta che il pallone tornava tra i piedi di Rodri il ritmo diventava di nuovo spagnolo.

A tenere in piedi la squadra di Scaloni è stato soltanto Emiliano Martinez, autore di 11 parate: un muro che ha solo rimandato l'inevitabile. Nel finale dei supplementari l'Argentina è rimasta anche in dieci per un'espulsione, quando ormai la partita era decisa. Un dettaglio, in una serata che non aveva più nulla da dire.

La fine di un ciclo

C'è anche una beffa personale in fondo a questa notte. Con l'ultimo atto chiuso a secco, la Scarpa d'Oro del torneo va a Kylian Mbappé, a quota 10 reti: il capitano argentino si ferma a 8 e resta a mani vuote anche nella classifica marcatori. Niente trofeo, niente premio individuale. L'uomo che nel 2022 aveva toccato il cielo lascia il palcoscenico più grande senza un tiro nello specchio.

Dall'altra parte, la festa spagnola. La squadra di Luis de la Fuente, che in semifinale aveva piegato la Francia 2-0, completa la doppietta Europeo-Mondiale dopo il titolo continentale del 2024 e torna sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia, la prima dal 2010. In campo un ragazzo di 19 anni, Lamine Yamal, diventa uno dei più giovani campioni del mondo dell'era moderna. Insieme a Rodri figura tra i favoriti per il Pallone d'Oro del torneo, riconoscimento non ancora assegnato.

Per l'Argentina si apre la domanda più difficile: come si riparte senza Messi? La generazione che aveva festeggiato a Lusail lascia il MetLife con la sensazione che un'epoca, quella del suo simbolo, sia arrivata al capolinea. L'ultimo ballo non ha avuto il finale che il calcio, forse, gli doveva. Ma il verdetto del campo, questa volta, non lascia appello.

Fonti

No comments yet