L'ultima volta di Deschamps
Sabato pomeriggio, Hard Rock Stadium di Miami. Francia contro Inghilterra, la sfida per il terzo posto del Mondiale. Sulla carta un premio di consolazione, la gara che nessuno vorrebbe giocare dopo aver mancato l'ultimo atto. Ma per Didier Deschamps vale molto di più: è l'ultima panchina da commissario tecnico. Lo ha deciso lui, a prescindere dal risultato, come conferma ESPN. Dopo il torneo americano, la sua avventura sulla panchina dei Bleus finisce qui, punto e a capo.
Ci arriva con una ferita ancora aperta. La Spagna ha piegato la Francia 2-0 in semifinale, spegnendo il sogno di un altro atto conclusivo. Dall'altra parte c'è l'Inghilterra di Thomas Tuchel, battuta 2-1 dall'Argentina di Messi. Due delusioni fresche, un solo gradino del podio ancora da prendere. E in palio, per un allenatore alla sua ultima recita, l'orgoglio di uscire dalla porta principale.
Il capitano che chiamava l'Italia casa sua
Per capire il peso di questo addio, però, bisogna tornare indietro di trent'anni. E parlare bianconero. Prima di essere il ct campione del mondo, Deschamps è stato per cinque stagioni il metronomo della Juventus, dal 1994 al 1999, con la fascia di capitano al braccio. Un ciclo da leggenda: tre scudetti (1995, 1997, 1998), la Champions League del 1996, la Coppa Italia, due Supercoppe italiane, la Supercoppa europea e l'Intercontinentale sempre nel 1996. Non solo trofei. L'Italia lui l'ha eletta a sua seconda casa, e non ha mai smesso di ripeterlo.
Quel legame non si è chiuso a fine carriera. Nel luglio 2006, con la Juve travolta da Calciopoli e spedita in Serie B, chi risponde alla chiamata? Lui, di nuovo, stavolta da allenatore. E riporta i bianconeri in Serie A al primo tentativo: promozione blindata il 19 maggio 2007, prima delle dimissioni per gli attriti con la dirigenza. Un'avventura, l'ha chiamata così lui stesso, come ricorda Football Italia: allenare la Juventus in cadetteria non capita a molti.
Un addio da predestinato, con un Mondiale ancora aperto
Il curriculum da ct regge il confronto con quello da giocatore. Guida la Francia dal 2012: Mondiale vinto nel 2018, finale persa a Euro 2016, poi quella di Qatar 2022. E un dettaglio che lo consegna alla storia: Deschamps è uno dei tre soli uomini ad aver alzato la Coppa del Mondo da calciatore e da ct, in compagnia di Mario Zagallo e Franz Beckenbauer. Sulla successione circola con insistenza il nome di Zinedine Zidane, dato da ESPN come grande favorito, ma per ora resta un'indiscrezione: nessun accordo ufficializzato.
C'è poi un motivo in più per non liquidare questa "petite finale" come una formalità: la scarpa d'oro passa di qui. Alla vigilia dell'ultimo weekend la corsa è apertissima, riporta Goal. Mbappé e Messi guidano a quota 8 gol, con il francese davanti per assist. Harry Kane insegue a 6. E guarda caso Mbappé e Kane scendono in campo proprio a Miami, uno contro l'altro: novanta minuti che possono ancora rimescolare la classifica dei bomber. Messi, invece, dovrà attendere la finale di domenica al MetLife.
Sabato, insomma, non è solo un terzo posto. È l'ultimo saluto a un uomo che il nostro calcio lo conosce a memoria. L'ultimo ballo di Deschamps in panchina. Poi comincia un'altra storia, per lui e per la Francia.
Fonti
- ESPN
- Juventus.com
- Football Italia
- Goal.com
- Cover photo: Brad Tutterow / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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