Pirlo non sarà il ct azzurro: la Figc fa dietrofront dopo il caso Fonbet

A una settimana dal Mondiale vinto dalla Spagna, quello a cui l'Italia non ha nemmeno partecipato, la Figc ritira la candidatura di Andrea Pirlo alla panchina azzurra: decisiva la polemica sul suo ruolo di ambasciatore del bookmaker russo Fonbet.

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Il post che chiude la trattativa

A una settimana dal trionfo della Spagna, il Mondiale a cui l'Italia non ha nemmeno partecipato, la Nazionale perde anche il suo prossimo allenatore. Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico degli azzurri. Ad annunciarlo è stato lui stesso, la sera del 26 luglio, con un messaggio su Instagram che ha gelato l'ambiente: "Ho appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale." Poche righe, ma sufficienti a far saltare una trattativa che fino al giorno prima sembrava ormai chiusa.

Il campione del mondo 2006 aveva un'intesa di massima con la Figc: quattro anni di contratto, circa 1,5 milioni di euro a stagione fino al 2030. Mancava solo lo scioglimento del suo rapporto con lo United FC Dubai. Le trattative per la rescissione e un vertice a Roma per la firma erano già fissati. Sono saltati entrambi nel giro di una notte.

Nel messaggio, Pirlo ringrazia Paolo Maldini e Leonardo, gli uomini che lo avevano individuato e voluto fortemente. Il nome del presidente federale Giovanni Malagò non compare. Un'assenza che, a Coverciano, nessuno ha letto come una svista.

Il caso Fonbet accende la polemica

Da ottobre 2025 Pirlo è ambasciatore globale di Fonbet, gruppo di scommesse sportive russo. Un incarico pagato rimasto ai margini del dibattito pubblico per mesi, fino a quando il suo nome si è avvicinato alla panchina azzurra. A quel punto la politica si è mossa: esponenti di più schieramenti, tra cui Carlo Calenda, hanno chiesto conto della compatibilità tra il ruolo di ct e un contratto legato a un marchio russo.

La bufera è cresciuta più in fretta della trattativa stessa. Malagò, di fronte alle pressioni, ha scelto di remare contro la linea tracciata da Maldini e Leonardo e ha bloccato l'operazione. Il risultato è la rottura resa pubblica da Pirlo appena ventiquattr'ore dopo l'ultimo aggiornamento sull'accordo.

Federazione spaccata, futuro tutto da scrivere

La ricerca del sostituto di Gennaro Gattuso, affidata da Malagò a Paolo Maldini, promosso direttore tecnico, e a Leonardo, suo consulente, era già stata segnata da un altro no pesante. Gattuso aveva lasciato l'incarico pochi giorni dopo essersi scusato pubblicamente per l'eliminazione ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina, a Zenica il 31 marzo: il terzo Mondiale mancato di fila per l'Italia. Maldini e Leonardo avevano incontrato Pep Guardiola nel weekend del 18 e 19 luglio, prima che il tecnico catalano rifiutasse formalmente il 24 luglio: "Sono onorato, ma non me la sento." Maldini ha precisato che la federazione aveva sondato anche Carlo Ancelotti prima di rivolgersi a Guardiola.

Ora, con Pirlo fuori dai giochi e senza il sostegno di Malagò, Maldini e Leonardo starebbero valutando le dimissioni dai rispettivi ruoli in federazione, secondo quanto riportato dalla stampa italiana. Un braccio di ferro interno che rischia di paralizzare ulteriormente la ricerca del nuovo ct.

Cosa succede adesso

Al momento non c'è alcun nome in pole position. La casella del commissario tecnico resta vuota mentre il calendario avanza: la Nazionale tornerà in campo tra settembre e novembre per la Nations League 2026/27 nel gruppo di League A, con Belgio, Turchia e Francia come avversarie. Il sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028 è già fissato per il 6 dicembre a Belfast.

Chiunque erediterà la panchina dovrà farlo senza il tempo di preparare un vero ritiro estivo, e con una federazione che deve prima ricucire lo strappo tra il suo presidente e i due uomini scelti per guidare la ricostruzione tecnica.

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