Domenica sera il MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey, non mette in palio soltanto la coppa. Argentina campione in carica contro Spagna campione d'Europa, calcio d'inizio alle 15 locali, le 21 in Italia: la finale del Mondiale 2026 promette, ancora prima del fischio iniziale, una collezione di record. Alcuni personali, altri che il calcio non vede da generazioni.
Messi come Pelé, il capitano come Cafu
Si parte dal numero 10. A 39 anni, in quella che tutti danno per la sua ultima recita mondiale, Lionel Messi gioca la terza finale in carriera dopo Rio 2014 e Lusail 2022. Se l'Argentina di Lionel Scaloni difende il titolo, il capitano diventa il primo a vincere due Mondiali di fila dai tempi di Pelé, con il Brasile del 1958 e del 1962: da allora nessuna nazionale ha più riportato la coppa a casa due volte di seguito. L'Albiceleste, che a Lusail 2022 ha piegato la Francia ai rigori, insegue un back to back che il torneo non conosce da 64 anni.
E poi c'è il primato con la fascia al braccio. L'Argentina difende il titolo vinto nel 2022, e se ci riesce Messi diventa il primo capitano già campione del mondo a rialzare la coppa dai tempi di Cafu, che guidò il Brasile al trionfo del 2002 tra Giappone e Corea. Messi, in finale dopo il 2-1 all'Inghilterra in semifinale, insegue proprio questo. Pelé e Cafu, in una notte sola.
La Spagna a caccia della corona del secolo
Dall'altra parte c'è una nazionale che di primati ne rincorre altrettanti. La Spagna di Luis de la Fuente, in finale grazie al 2-0 alla Francia, non alza la coppa del mondo dal 2010, l'unico titolo iridato della sua storia. Vincere stanotte chiuderebbe un ciclo irripetibile: Euro 2008, Mondiale 2010, Euro 2012 ed Euro 2024, a cui si aggiungerebbe il trofeo più pesante di tutti. Cinque grandi titoli in diciotto anni: nessuna nazionale europea ne ha conquistati tanti in questo secolo. Un trionfo riporterebbe la Roja dove la lasciarono Casillas e Iniesta a Johannesburg nel 2010.
C'è anche il capitolo anagrafico. Lamine Yamal, 19 anni, alzando la coppa diventerebbe il più giovane campione del mondo dell'era moderna. Davanti fa reparto Mikel Oyarzabal, miglior marcatore spagnolo del torneo con 5 gol; in mezzo detta i tempi Rodri, Pallone d'Oro 2024. Una squadra costruita per durare, non solo per una notte.
L'ultimo record si gioca sul campo: la Scarpa d'Oro
Un primato resta ancora aperto. La Scarpa d'Oro del Mondiale 2026 vede al comando Kylian Mbappé con 10 gol, dopo la finale per il terzo posto. Messi lo insegue a 8, con 4 assist: per superarlo dovrà segnarne almeno due stasera. In caso di parità a quota 10, il regolamento FIFA premia proprio l'argentino grazie al criterio degli assist. Oyarzabal, a 5, resta l'outsider.
E il pronostico? Il supercomputer Opta, tra i modelli più citati di questi giorni, vede la Spagna favorita intorno al 59 per cento contro il 41 dell'Argentina. Ma una finale non si decide sui numeri: da una parte l'esperienza di chi il tetto del mondo lo ha già toccato, dall'altra la generazione che vuole prenderselo per la prima volta.
Palla al centro alle 21 italiane. La domanda vera è una sola: chi, tra l'ultimo ballo di Messi e la nuova Spagna, si prende i record che questa notte mette in palio?
Fonti
- FIFA
- La Gazzetta dello Sport
- Opta Analyst
- Corriere dello Sport
- Cover photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons


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