Al centro di tutto, Rodri
Fischio d'inizio alle 21 italiane, al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey. La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina, prima o poi, passa dai piedi di un uomo solo: Rodri.
Il Pallone d'Oro 2024 ha comandato la mediana spagnola per tutto il torneo. Non è questione di velocità, ma di ritmo: detta i tempi, alza il baricentro, decide quando far girare la palla e quando verticalizzare. È il metronomo attorno a cui ruota il gioco di posizione di Luis de la Fuente.
Accanto a lui la Roja alterna gli interpreti del suo serbatoio di centrocampo, da Fabian Ruiz a Zubimendi, uomini che gli tolgono il lavoro sporco e lo lasciano libero di pensare. Il concetto è semplice: se Rodri gioca indisturbato, la Spagna controlla la finale.
Il piano di Scaloni passa dalla mediana
Dall'altra parte c'è il centrocampo che un Mondiale lo ha già vinto. De Paul, Mac Allister ed Enzo Fernandez sono i tre uomini su cui Lionel Scaloni costruisce la squadra campione in carica: corsa, palleggio e sacrificio, gli stessi che nel 2022 hanno retto l'albiceleste fino in fondo. Contro l'Inghilterra, in semifinale, hanno comandato proprio lì in mezzo, prima di chiudere sul 2-1.
La domanda della vigilia è una sola: chi prende Rodri? L'Argentina ha una tradizione di pressing aggressivo e marcature a uomo nella zona nevralgica. Isolare il regista spagnolo, stringere le maglie attorno a lui, costringerlo a giocare all'indietro invece che in verticale: è questa la chiave di un duello a centrocampo che vale la finale del Mondiale.
Il rovescio della medaglia esiste. Raddoppiare su Rodri significa liberare spazio altrove: le sgroppate di Yamal sull'ala, gli inserimenti di Oyarzabal in area. Scaloni dovrà scegliere quando aggredire e quando compattarsi, perché la Spagna del possesso punisce chi si sbilancia.
C'è poi Messi. A 39 anni il capitano tende ad abbassarsi tra le linee per ricevere, e proprio lì, nella zona che presidia Rodri, la partita può cambiare volto. Il centrocampo Argentina-Spagna non è un dettaglio: è il campo di battaglia su cui si decide chi comanda il gioco.
Cosa aspettarsi stasera
La Spagna arriva da campione d'Europa in carica e ha staccato il pass per la finale piegando la Francia 2-0. L'Argentina ci è arrivata superando l'Inghilterra 2-1. Da una parte de la Fuente, il gioiello Lamine Yamal (19 anni) e Mikel Oyarzabal, capocannoniere spagnolo con 5 reti. Dall'altra i detentori del titolo di Scaloni, trascinati ancora una volta dal loro capitano.
Il modello Opta vede la Roja leggermente favorita: circa 59% contro il 41% dell'Argentina. Numeri, non sentenze.
In palio c'è la storia. Messi punta a diventare il primo a guidare due Mondiali di fila dai tempi di Pelé e il primo capitano a difendere la coppa dopo Cafu nel 2002. Sull'altra sponda, per Rodri e la sua generazione, in ballo c'è il primo titolo mondiale della Spagna dal 2010.
Chi vince in mezzo, con ogni probabilità, alza la coppa. Appuntamento alle 21 italiane, a MetLife. Il resto lo dirà il campo.
Fonti
- Opta Analyst
- Corriere dello Sport
- Cover photo: Timmy96 / CC0, via Wikimedia Commons
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