La Spagna sul tetto del mondo
Al MetLife Stadium di East Rutherford la Spagna ha alzato la Coppa del Mondo. Le Furie Rosse hanno piegato l'Argentina campione in carica 1-0 dopo i tempi supplementari e sono campioni per la seconda volta nella loro storia, la prima dal 2010. Per la squadra di Luis de la Fuente è la doppietta che mancava: Europeo 2024 e Mondiale 2026, uno dietro l'altro, nel giro di due estati.
A decidere tutto è stato Ferran Torres, al 106'. Zero a zero dopo novanta minuti di assedio a senso unico, poi la partita si è sbloccata ai supplementari.
Il gol che vale il titolo
Per un'ora e mezza l'Albiceleste si è chiusa a riccio, difesa bassa e reparti stretti, ad aspettare la Spagna sulla trequarti. Sulle corsie Yamal e Nico Williams hanno tormentato gli esterni argentini, saltando l'uomo e mettendo in mezzo palloni velenosi. Il muro ha retto fino al 106'. Fino ad allora la Roja aveva bussato senza sfondare, tra le parate di Martinez e l'ultima diga difensiva dell'Albiceleste.
Poi il momento. Il colpo di testa di Nico Williams attraversa l'area piccola, sul primo palo si avventa Ferran Torres che anticipa tutti e batte Emiliano Martinez da due passi. Inizia la festa spagnola.
Un gol firmato dai due uomini copertina della finale: l'incornata di Williams, la zampata dell'attaccante. Emi Martinez, monumentale per tutta la serata con undici parate, stavolta non ha potuto nulla.
Nel finale l'Argentina è rimasta anche in dieci, per un'espulsione in pieno recupero dei supplementari. Un dettaglio, ormai, a partita decisa.
Palleggio, pressing e porta inviolata
I numeri raccontano una finale a senso unico. Possesso palla 65% contro 35, passaggi riusciti 762 contro 358 con una precisione dell'89% contro il 77%, tiri totali 19 a 2. Ma il dato che pesa più di ogni altro è un altro ancora: l'Argentina non ha mai inquadrato la porta. Zero tiri nei primi novanta minuti, zero nello specchio in centoventi. La Spagna dodici.
In mezzo al campo Rodri ha dettato i tempi, alzato il baricentro e chiuso ogni varco davanti alla difesa. Il palleggio delle Furie Rosse ha soffocato Messi, tenuto lontano dal pallone per lunghi tratti e senza mai il servizio giusto per far male. L'xG dice il resto: 1,94 contro 0,20, quattro palle gol nitide contro zero.
L'Albiceleste ha provato a spezzare il ritmo a suon di falli, 25 contro i 21 spagnoli, ma senza mai costruire nulla. Il portiere della Roja ha chiuso la serata senza sporcarsi i guanti: porta inviolata, come quasi sempre in questo torneo.
L'ultima di Messi, la corona di Yamal
Per l'Argentina campione uscente non c'è lieto fine. Messi, 39 anni, saluta quello che con ogni probabilità è il suo ultimo Mondiale senza trofeo e senza Scarpa d'Oro: il premio va a Kylian Mbappé, dieci gol, mentre il capitano si ferma a otto. Il sogno di difendere il titolo si spegne sull'erba del New Jersey.
L'Albiceleste era arrivata all'atto finale superando l'Inghilterra 2-1; la Spagna aveva regolato la Francia 2-0. Dall'altra parte, una generazione si prende il mondo. Lamine Yamal, 19 anni, diventa uno dei campioni del mondo più giovani dell'era moderna, mentre Rodri ha comandato il centrocampo dal primo all'ultimo minuto. I due restano i favoriti per il Pallone d'Oro del torneo, riconoscimento non ancora assegnato.
De la Fuente ha adesso in bacheca Europeo e Mondiale. La domanda, ora, è una sola: quanto potrà durare questo ciclo spagnolo.
Fonti
- ESPN
- FIFA
- Yahoo Sports
- Al Jazeera
- Cover photo: Rolandhino1 / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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