Lamine Yamal, Spain. Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Come fermare Yamal: il piano di Scaloni per la finale del Mondiale

Il talento di 19 anni parte dall'ala destra e incrocia Nicolas Tagliafico: ecco come Scaloni pensa di isolarlo con il raddoppio dei centrocampisti e la copertura di Cristian Romero, con Messi a caccia del bis nella finale di New Jersey.

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Diciannove anni, la corsia di destra tutta per sé, una finale del Mondiale da prendersi. Il rebus più urgente sul tavolo di Lionel Scaloni al MetLife Stadium non porta il nome di Rodri né quello di Mikel Oyarzabal: si chiama Lamine Yamal. Come imbrigliarlo è la vera domanda che tiene sveglia la panchina dell'Argentina campione in carica. Perché la Roja, in questo torneo, passa quasi sempre dai piedi del suo gioiello.

La Spagna è arrivata all'ultimo atto piegando 2-0 la Francia in semifinale. L'Albiceleste ha superato 2-1 l'Inghilterra. Ora, a East Rutherford, si gioca tutto in una notte.

Yamal parte da destra, e lì trova Tagliafico

Il dato tattico da cui parte ogni ragionamento è semplice: Yamal agisce da ala destra. Vuol dire che la manovra offensiva della Roja carica soprattutto sul suo lato, e che il primo a doverlo contenere non è Nahuel Molina, terzino di destra dell'Argentina, ma chi presidia la corsia opposta.

Se le formazioni verranno confermate, quel compito tocca a Nicolas Tagliafico, terzino sinistro esperto ma non fulmineo. Uno contro uno, sul fondo o in rientro sul mancino per il tiro a giro, il 19enne è un problema che quasi nessuno ha saputo risolvere in tutto il torneo.

Il raddoppio è la carta di Scaloni

Da qui il piano tattico di Scaloni, anticipato dalla Gazzetta dello Sport: mai lasciare Tagliafico da solo. L'idea è il raddoppio di marcatura sistematico, con un centrocampista, con ogni probabilità Rodrigo De Paul o Alexis Mac Allister, che scala ad aiutare il terzino ogni volta che Yamal riceve palla, per chiudergli il fondo e costringerlo a giocare all'indietro.

Alle spalle, Cristian Romero pronto a stringere e a coprire in caso di sovrapposizione del terzino destro spagnolo. La catena di sinistra dell'Argentina, insomma, va difesa in tre.

E c'è la mossa in più: costringere Yamal a difendere. Se Tagliafico, oltre a contenere, trova spazio per accompagnare l'azione e spingere sull'esterno, il 19enne dovrà rincorrere lontano dall'area argentina. Un'ala che deve difendere è un'ala meno pericolosa.

Il rischio, per Scaloni, è evidente. Se l'Albiceleste concentra due uomini sull'esterno, la Roja ha altre bocche da fuoco: Oyarzabal, capocannoniere della Spagna con 5 gol nel torneo, e un Rodri che dal centro smista ogni pallone. Il juego de posicion è costruito apposta per trovare l'uomo lasciato libero. Chiudere una falla può aprirne un'altra.

Cosa può decidere la notte di New Jersey

Ogni pronostico che gira in rete parte dallo stesso interrogativo, e i numeri indicano una direzione: il supercomputer Opta vede la Spagna favorita, al 59% contro il 41% dell'Argentina. Le Furie Rosse inseguono il primo titolo mondiale dal 2010; Yamal, a 19 anni, punta a diventare il più giovane campione del mondo dell'era moderna.

Dall'altra parte c'è l'ultimo ballo di Messi. A 39 anni, alla sua terza finale iridata, il capitano può guidare l'Argentina al bis: nessuno difende il trofeo da capitano dai tempi di Cafu nel 2002, nessuno vince due Mondiali di fila da Pelé. Il predestinato di 19 anni contro il fuoriclasse di 39: è anche questo il sottotesto della serata.

Fischio d'inizio alle 21 italiane, le 15 a New York. La domanda resta una sola: se Tagliafico e i compagni soffocheranno Yamal, l'Argentina avrà la mappa per difendere la corona. Se il ragazzo del Barcellona sfuggirà al raddoppio, la Spagna può tornare sul tetto del mondo.

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