Le Furie Rosse sul tetto del mondo
La Spagna è campione del mondo. Al MetLife Stadium di East Rutherford la Roja piega l'Argentina campione in carica 1-0 dopo i tempi supplementari e alza la seconda Coppa del Mondo della sua storia, la prima dal 2010. Un guizzo, uno solo, in una finale a senso unico.
Per la squadra di Luis de la Fuente è il compimento di un percorso partito a Berlino: dopo l'Europeo 2024, arriva anche il titolo mondiale, atteso sedici anni. Doppietta continentale e planetaria nel giro di due stagioni. Roba da pochi.
Decide Ferran Torres, la firma di Nico Williams
Zero a zero dopo novanta minuti, la sfida si trascina ai supplementari. E qui la Roja trova il varco. Minuto 106: Nico Williams sfonda a sinistra e mette in mezzo di testa un pallone che attraversa l'area piccola. Sul primo palo si avventa Ferran Torres, che anticipa tutti e batte Emiliano Martinez. Palla in rete, inizia la festa spagnola.
L'eroe più inatteso. Non Yamal, non Rodri, ma l'attaccante che sblocca una gara ingabbiata con l'unico gol di una notte lunghissima, il suo timbro sulla finale.
Nel finale l'Albiceleste resta pure in dieci: un cartellino rosso negli ultimissimi scampoli dei supplementari, a conti ormai chiusi e senza peso sul verdetto.
Il dominio nei numeri
I dati raccontano una finale a un solo colore. La Roja chiude con il 65% di possesso, 762 passaggi riusciti contro i 358 dell'Albiceleste, 19 tiri a 2. Ma il numero che pesa è un altro: 12 conclusioni nello specchio per la Spagna, zero per l'Argentina. Nei novanta minuti regolamentari la squadra di Messi non tira mai verso la porta e chiude i 120 minuti senza nemmeno un pallone nello specchio. L'xG recita 1,94 contro 0,20.
A tenere in piedi l'Albiceleste fino all'ultimo è Emi Martinez, autore di 11 parate. Dall'altra parte il portiere spagnolo ha vissuto una serata da spettatore, senza mai sporcarsi i guantoni.
In mezzo comanda Rodri: baricentro alto, palleggio, ogni varco chiuso. Le Furie Rosse allargano il gioco sulle corsie con Yamal e Nico Williams, poi stringono le maglie appena persa la sfera. L'Argentina, schiacciata nella propria metà campo, non trova mai il modo di far respirare Messi, murato lontano dalla porta avversaria. Anche nel duello fisico l'equilibrio pende: 25 falli per l'Albiceleste, 21 per la Spagna.
Yamal a 19 anni, un'era che cambia
Il volto di questa Spagna è Lamine Yamal. A 19 anni diventa uno dei più giovani campioni del mondo dell'era moderna, dopo aver trascinato la Roja per tutto il torneo insieme a Nico Williams. Una nazionale costruita sul palleggio e sulla freschezza dei suoi esterni, capace di concedere pochissimo per tutto il cammino americano. Il Pallone d'oro del Mondiale non è ancora stato assegnato, ma i nomi più caldi portano proprio all'esterno spagnolo e a Rodri.
Dall'altra parte, la fine di un ciclo. L'Argentina, che in semifinale aveva piegato l'Inghilterra 2-1, cede lo scettro conquistato nel 2022. Messi, 39 anni, saluta con una sconfitta il torneo che con ogni probabilità chiude la sua storia mondiale. E gli sfugge anche la Scarpa d'oro: la vince Kylian Mbappé con 10 reti, mentre l'argentino si ferma a quota 8 senza incidere in finale.
Resta la Spagna, che in semifinale aveva già steso la Francia 2-0. Ora la doppietta continentale e mondiale porta la firma di de la Fuente e di una generazione che, con Yamal in copertina, promette di restare lassù a lungo. Un titolo nato dal collettivo, prima ancora che dai singoli. E a East Rutherford la festa spagnola non accenna a spegnersi.
Fonti
- ESPN
- FIFA
- Yahoo Sports
- Al Jazeera
- Cover photo: Timmy96 / CC0, via Wikimedia Commons
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