Chi è Désiré Doué, la stella della Francia al Mondiale 2026: dalla doppietta all'Inter alla semifinale con la Spagna

A ventuno anni è già il padrone della corsia sinistra dei Bleus: Golden Boy, doppietta nella finale di Champions vinta 5-0 sull'Inter e due coppe con il PSG. Ora Désiré Doué prepara la semifinale iridata contro la Spagna.

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Un gol in pieno recupero nel 4-1 alla Norvegia. La maglia da titolare sulla corsia mancina dei Bleus. E un Mondiale ancora tutto da giocare. A ventuno anni Désiré Doué è il volto nuovo della Francia negli Stati Uniti: il ragazzo che fino a un paio di stagioni fa conoscevano solo gli osservatori più attenti, e che adesso si prepara a una semifinale iridata da protagonista.

Per chi lo scopre soltanto ora, conviene partire dall'inizio. Perché quella di Désiré Doué è una di quelle ascese che bruciano le tappe, senza scali intermedi: dal vivaio del Rennes al PSG, dalla finale di Champions alla Nazionale, in poco più di due anni.

Chi è Désiré Doué: da Angers a Rennes, fino ai 50 milioni del PSG

Doué nasce ad Angers il 3 giugno 2005 e si forma nel vivaio del Rennes, dove esplode giovanissimo. Esterno offensivo mancino ma a suo agio su entrambe le fasce, mette insieme gamba, dribbling nello stretto e un piede educato: il profilo dell'ala moderna che sa saltare l'uomo e rientrare per calciare. In Bretagna diventa in fretta un titolare, e le big d'Europa cominciano a prendere appunti.

Il 17 agosto 2024 arriva il salto che cambia tutto. Il Paris Saint-Germain lo preleva dal Rennes per una cifra vicina ai 50 milioni di euro, una scommessa pesante su un ragazzo appena maggiorenne. A Parigi l'inserimento è immediato: Doué si prende un posto nell'undici titolare, entra nei meccanismi di una squadra che domina in patria e vola in Europa, e si ritaglia un ruolo da protagonista proprio nella competizione che pesa di più.

La doppietta all'Inter e il record di Eusébio

La notte che lo consacra è quella della finale di Champions League 2025. Il PSG travolge l'Inter 5-0 e Doué è l'assoluto mattatore: doppietta personale e un assist, con i nerazzurri che non trovano il modo di frenarlo. Aveva 19 anni e 362 giorni. Come ricostruisce ESPN, è il primo teenager a firmare una doppietta in una finale di Coppa dei Campioni: un primato che resisteva dal 1962, dai tempi di Eusébio.

Numeri che non raccontano soltanto il talento, ma una freddezza rara per l'età. Sul palcoscenico più grande del calcio europeo, in una finale da dentro o fuori, il diciannovenne ha giocato come se fosse il campo dietro casa: mai un tremore, sempre la giocata giusta al momento giusto.

Golden Boy e doppia Champions: un palmarès da predestinato

Quella serata non è un lampo isolato. Nella stagione dell'esplosione Doué mette in bacheca il Golden Boy 2025, il riconoscimento al miglior Under 21 d'Europa, e viene votato miglior giovane della Ligue 1, premio che conquista sia nel 2024-25 sia nel 2025-26. In più arriva il titolo di miglior giovane della Champions League 2024-25.

Poi il bis continentale. Nel 2026 il PSG si conferma campione d'Europa: successo ai rigori sull'Arsenal a Budapest, con Doué ancora dentro la rosa che alza la coppa. È il secondo trionfo europeo di fila prima dei ventidue anni, un dettaglio che racconta la velocità con cui è cresciuto.

Il titolare della Francia: adesso la semifinale con la Spagna

Con un curriculum simile, la chiamata ai Mondiali era quasi un atto dovuto. Didier Deschamps lo inserisce nella lista dei 26 il 14 maggio 2026 e gli affida le chiavi della fascia sinistra dei Bleus. Il tecnico, riporta TribalFootball, non ha nascosto l'entusiasmo per l'impatto del suo giovane esterno alla vigilia del torneo.

Per un ventunenne, ritrovarsi titolare fisso in una Nazionale che punta a vincere il Mondiale non è scontato. Doué, invece, si è preso quel posto senza timori reverenziali, portando in dote la stessa spregiudicatezza mostrata a Parigi. La Francia lo ha lanciato nella sua corsa fino alla semifinale, e non se ne è più privata.

Nella Francia, del resto, occupa una casella che in passato è stata di campioni assoluti. Parte dalla sinistra ma si muove a piacimento: rientra sul destro per la conclusione a giro, si accentra per costruire l'uno-due, oppure allarga il campo per liberare gli inserimenti dei compagni. Un esterno che tiene alto il baricentro e obbliga i terzini avversari a non salire mai del tutto.

Sul campo ha già risposto presente. Nel 4-1 alla Norvegia del 26 giugno ha trovato la rete in pieno recupero, nella serata da tripletta di Ousmane Dembélé raccontata da Al Jazeera. Due generazioni diverse dello stesso attacco: il veterano tornato devastante e il ragazzo al suo primo grande Mondiale, uno accanto all'altro sul tabellino.

Ora la posta si alza ancora. Martedì 14 luglio, a Dallas, la Francia affronta la Spagna in semifinale: una delle sfide più attese dell'intero Mondiale. Per Doué è l'occasione di trasformare una stagione da predestinato in qualcosa di ancora più grande. Il ragazzo che un paio d'anni fa non conosceva quasi nessuno è già lì, a novanta minuti da una finale iridata.

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