L'ultimo ballo di Messi: l'Argentina sfida l'Inghilterra in semifinale, la finale a un passo

L'Argentina campione in carica è a una vittoria dalla finale: il 15 luglio ad Atlanta c'è l'Inghilterra, e per Messi, in lacrime dopo il gol all'Egitto, è con ogni probabilità l'ultima corsa iridata.

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C'è un solo passo tra Lionel Messi e un'altra finale mondiale. L'Argentina, campione in carica, è in semifinale: il 15 luglio, ad Atlanta, sulla strada verso l'atto conclusivo c'è l'Inghilterra. E su questa corsa aleggia un pensiero che a Buenos Aires nessuno ha voglia di pronunciare troppo forte: con ogni probabilità è l'ultimo Mondiale del numero dieci.

Non è solo suggestione dei tifosi. La stessa FIFA ha raccontato il torneo come l'ultimo ballo di Messi, la sua "last dance". Il palcoscenico lo sa, e lui pure.

Il gol all'Egitto, e le lacrime

Agli ottavi contro l'Egitto è successo qualcosa che va oltre la cronaca. L'Argentina vince 3-2, Messi segna, e poi si scioglie: in lacrime, sul prato, davanti a tutti. Non l'esultanza di chi ha ancora fame di record, ma il pianto di chi sa cosa significhi quel gol.

Ed è un dettaglio che pesa. È la sesta partita a eliminazione diretta consecutiva, ai Mondiali, in cui Messi trova la rete. Una continuità che, nella storia della Coppa del Mondo, dice tutto della sua statura: detiene i record assoluti per gol e per assist della competizione.

"Goditi il momento": le parole di Lautaro

In quel momento, sul campo, si avvicina Lautaro Martinez. Poche parole, nessun discorso. L'attaccante invita Messi a godersi l'attimo, "goditi il momento", ricordandogli che questo è il suo ultimo Mondiale. Un compagno che dice al più grande di tutti di fermarsi un istante a respirare, prima che tutto passi.

È una scena che racconta il clima dentro lo spogliatoio argentino meglio di qualsiasi statistica. Non c'è ansia da prestazione attorno al capitano: c'è la consapevolezza, condivisa, che ogni notte a eliminazione diretta potrebbe essere l'ultima con quella maglia in un Mondiale.

Contro la Svizzera senza segnare, ma decisivo

Ai quarti, contro la Svizzera, il copione cambia. L'albiceleste passa 3-1, ma solo dopo i tempi supplementari, e stavolta il nome di Messi non finisce sul tabellino dei marcatori. A firmare le reti sono Julian Alvarez e lo stesso Lautaro Martinez. Il capitano, però, c'è: presente nella manovra, nella costruzione dei gol, nel disegno del gioco.

Ed è forse questa la versione più matura del Messi mondiale. Non più soltanto l'uomo che risolve da solo, ma il regista attorno a cui ruota tutto, capace di pesare su una partita anche quando non la chiude di persona. Una qualificazione sofferta, portata a casa ai supplementari, che dice quanto questa Argentina sappia soffrire e vincere.

Ora l'Inghilterra, la finale a novanta minuti

Adesso resta l'Inghilterra. Novanta minuti, forse qualcosa di più, separano l'Argentina dalla seconda finale mondiale consecutiva. E separano Messi da un'altra notte come quella che ha già vissuto: nel 2022 ha alzato la Coppa del Mondo, il trofeo che gli mancava, l'unico che rendeva completa la sua carriera.

Una vittoria ad Atlanta varrebbe la finale. Varrebbe la possibilità di chiudere il cerchio nel modo più clamoroso, difendendo il titolo nel torneo che tutti raccontano come il suo addio. Non ci sono garanzie: gli inglesi sono un ostacolo vero, e i Mondiali non regalano nulla ai favoriti.

Ma è proprio questo il fascino della semifinale. Da una parte una nazionale che vuole scrivere la propria storia, dall'altra un fuoriclasse che, forse, sta vivendo il suo ultimo grande atto sul palcoscenico più importante. Il pianto dopo l'Egitto, le parole di Lautaro, la corsa che continua: tutto converge verso il 15 luglio.

Appuntamento ad Atlanta. Con l'Argentina a un passo dalla finale, e Messi davanti all'occasione di rimandare ancora, di una notte, la fine del racconto.

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