Sette, venti, trentadue. Bastano tre numeri per fotografare il Mondiale di Ousmane Dembélé. Sono i minuti in cui l'ala francese ha steso la Norvegia, il 26 giugno, nel 4-1 con cui i Bleus hanno aperto il loro torneo. Tre gol tutti nel primo tempo, uno ogni tredici minuti scarsi: poco più di mezz'ora per archiviare la pratica e firmare una delle triplette più rapide mai viste in una Coppa del Mondo, come ha rimarcato Al Jazeera.
Non è un dettaglio da archiviare in fretta. Prima di lui, con la maglia della Francia, una tripletta iridata l'avevano confezionata soltanto Just Fontaine (addirittura due volte, nel 1958) e Kylian Mbappé, nella finale del 2022. Compagnia da leggenda. E Dembélé, con i suoi 32 minuti, ci è entrato di forza.
Poi il quarto sigillo, quello pesante. Il 9 luglio, nel 2-0 al Marocco che ha spedito la Francia in semifinale, si è ripetuto: in gol lui e Mbappé, per un totale di quattro reti nel torneo e un posto stabile tra i marcatori più prolifici della manifestazione. Non un lampo isolato, dunque, ma una continuità che sa di versione migliore di sé.
Dal Pallone d'Oro al bis di Champions
Il Mondiale è soltanto l'ultimo capitolo di una cavalcata cominciata molto prima. A fine 2025 Dembélé ha alzato il Pallone d'Oro, premio arrivato sull'onda di una stagione da assoluto trascinatore del Paris Saint-Germain. Un riconoscimento che ha certificato il salto di qualità di un talento a lungo raccontato più per le intermittenze che per la continuità.
Con i parigini, in effetti, ha vinto praticamente tutto. Nella finale di Champions League 2025, a Monaco di Baviera, il PSG ha travolto l'Inter 5-0: Dembélé non è andato a segno, ma ha messo lo zampino su due delle cinque reti, servendo l'assist per Doué e il filtrante per Kvaratskhelia. Un capolavoro corale, ricostruito da ESPN, in cui il francese ha vestito i panni del rifinitore oltre che del finalizzatore.
Un anno più tardi, il bis. A Budapest i parigini hanno piegato l'Arsenal ai calci di rigore e hanno difeso il trono europeo, diventando la prima squadra a riconfermarsi campione d'Europa dopo il Real Madrid del 2016-17. E anche lì Dembélé si prende la scena nel momento più incandescente: al 65' si presenta sul dischetto e non sbaglia, è il gol del pareggio che riapre una finale che sembrava indirizzata, come raccontato da Yahoo Sports.
Nel club dei dieci
C'è una statistica che pesa più di qualsiasi gol. Dembélé è uno dei soli dieci calciatori nella storia del calcio ad aver conquistato Mondiale, Champions League e Pallone d'Oro, ricorda OneFootball. Una triade che tiene insieme il trofeo di club più prestigioso, quello per nazionali più ambito e il premio individuale più celebre.
Il primo tassello è anche il più antico: nel 2018 faceva parte della rosa francese che sollevò la Coppa del Mondo in Russia, ancora giovanissimo, in un gruppo destinato a segnare un'epoca. Da allora ha aggiunto i due trofei europei con il PSG e, appunto, il Pallone d'Oro. Gli manca semmai la ciliegina: un titolo Mondiale da protagonista assoluto, non da comprimario come otto anni fa. E in questa estate americana ci è dentro fino al collo, con i gradi del leader tecnico.
Ora la Spagna, martedì a Dallas
Ed eccoci al presente. Martedì 14 luglio, a Dallas, la Francia affronterà la Spagna in semifinale. Una sfida da far tremare i polsi, tra due delle scuole più raffinate del calcio europeo, con in palio un posto nell'ultimo atto.
E poi c'è il tandem con Mbappé, la coppia che regge l'attacco dei Bleus: entrambi a segno contro il Marocco, entrambi con una tripletta iridata già nel curriculum. Per fermare la Francia, la Roja dovrà spegnerli tutti e due.
Per Dembélé è comunque l'occasione di alzare ancora l'asticella. Una grande semifinale, e magari una finale da trascinatore, trasformerebbero un Mondiale già ottimo in qualcosa di storico, per lui e per la Nazionale francese. Ma la Spagna resta un ostacolo durissimo, maestra nel palleggio e nel gioco corto, e i transalpini sanno bene che il minimo passo falso può chiudere di colpo l'avventura.
Dall'altra parte del tabellone gli altri due semifinalisti non sono ancora noti: i quarti che li designeranno si devono ancora giocare. Per ora, però, conta solo Dallas. Dembélé arriva all'appuntamento con quattro gol nelle gambe, un Pallone d'Oro in tasca e la netta sensazione di avere ancora qualcosa da aggiungere a una collezione che, nella storia del pallone, pochissimi hanno saputo completare.
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