Martedì 14 luglio, al Dallas Stadium, la Spagna sfida la Francia per un posto in finale. E la semifinale si gioca tutta su un duello: la difesa da record della Spagna contro l'attacco travolgente della Francia. Da una parte Kylian Mbappé, capocannoniere del Mondiale. Dall'altra Pau Cubarsi, 19 anni, il muro più giovane delle Furie Rosse.
Non è esattamente la sfida tra fuoriclasse annunciata alla vigilia. È qualcosa di più sottile: il gioiello del Barcellona contro l'uomo che, da solo, può decidere una partita del Mondiale.
Il muro di Cubarsi, record su record
I numeri della retroguardia spagnola sono da leggenda. Fino ai quarti di finale, la porta di Unai Simon è rimasta inviolata per 650 minuti consecutivi: un primato assoluto nella storia dei Mondiali. Cancellato il record di Walter Zenga, che resisteva dai 517 minuti di Italia '90. Trentasei anni di imbattibilità spazzati via da una squadra che, dietro, non concedeva praticamente nulla.
La striscia si è interrotta soltanto al 41' dei quarti, quando Charles De Ketelaere ha finalmente violato la porta di Simon. Oltre dieci ore di gioco senza incassare un gol, poi il primo squillo avversario. Un dettaglio che racconta, meglio di ogni analisi, quanto sia stata solida la Spagna in questo torneo.
Al centro di tutto c'è lui, Pau Cubarsi. Cinque partite, cinque porte inviolate: nessun difensore, nella storia del Mondiale, aveva raggiunto quota cinque clean sheet così in fretta. Il precedente primato apparteneva a una leggenda come Paolo Maldini, che di gare ne aveva impiegate sette. Il ragazzo del Barcellona lo ha riscritto a 19 anni.
E non è un caso che sia sempre in campo. Cubarsi ha giocato ogni singolo minuto del Mondiale spagnolo, uno dei tre intoccabili insieme al portiere Unai Simon e al terzino Marc Cucurella. Al suo fianco, l'esperienza di Aymeric Laporte: la coppia centrale, gioventù e mestiere, è diventata uno dei più grandi punti di forza delle Furie Rosse lungo tutta la corsa verso le semifinali.
C'è quasi un filo rosso che lega questa Spagna al calcio italiano. Il record di imbattibilità apparteneva a Zenga, simbolo delle Notti Magiche del 1990. Il primato dei clean sheet più veloci era di Maldini, uno dei più grandi difensori di sempre. Due monumenti del nostro calcio superati, in poche settimane, da un portiere e da un ventenne cresciuto in blaugrana.
Mbappé, l'uomo che fa saltare i piani
Dall'altra parte arriva a Dallas l'attaccante più in forma del torneo. Kylian Mbappé guida la classifica marcatori con 8 gol e 3 assist in sei partite. La Francia ha segnato 16 reti subendone appena 2: un attacco travolgente, e una fase difensiva quasi altrettanto blindata. Numeri che, sommati, spiegano perché i Bleus siano tra le grandi favorite.
Otto gol in sei partite non sono soltanto un bottino: sono il segno di un giocatore che decide da solo le partite che contano. E in una semifinale, con questi numeri, basta un episodio per cambiare la storia della Coppa.
Contro il Marocco, nei quarti, il capitano ha mostrato entrambe le facce. Mbappé sbaglia un rigore nel primo tempo. Poi si prende la scena: al 60' sblocca la gara con un preciso tiro a giro, e sei minuti dopo serve l'assist a Ousmane Dembélé. Finisce 2-0, la Francia vola in semifinale.
È questo il pericolo per Cubarsi e Laporte. Un giocatore che può sbagliare dagli undici metri e, un attimo dopo, punirti con una giocata da campione. Sulla profondità, in campo aperto, Mbappé resta l'incubo di ogni linea difensiva: basta un pallone filtrante e uno scatto per mandare all'aria il lavoro di una squadra intera.
Chi reggerà a Dallas
La domanda della vigilia è una sola: la muraglia più giovane del torneo reggerà l'urto del suo avversario più devastante? Cubarsi non ha ancora incrociato, in questo Mondiale, un attaccante con lo strapotere del francese. Sarà una prova di maturità enorme per un difensore che di anni ne ha appena 19, e che finora non ha mai tremato.
La Spagna proverà a stringere le maglie, ad alzare il baricentro e a togliere campo e profondità a Mbappé, come ha fatto per 650 minuti prima del gol di De Ketelaere. La Francia, invece, punterà tutto sull'uno contro uno del suo numero dieci e sui tagli di Dembélé, la coppia che ha già fatto male al Marocco.
In mezzo ci sarà una partita a scacchi. Ogni pallone recuperato dalla Spagna toglierà una ripartenza alla Francia. Ogni disattenzione della coppia Cubarsi-Laporte potrà diventare un'occasione per il numero dieci. È il fascino di una semifinale che mette di fronte i due volti opposti del calcio che vince: chi segna tanto e chi non prende gol.
Fischio d'inizio martedì al Dallas Stadium. In palio c'è un posto nella finale del Mondiale, e forse la risposta alla domanda che tiene banco alla vigilia: può una difesa da record spegnere il bomber del torneo? Chi passa aspetterà poi l'altra finalista, ancora tutta da decidere.

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