Il 13 luglio Lamine Yamal spegne diciannove candeline. Il 14, poche ore più tardi, la Spagna affronta la Francia in semifinale al Mondiale. Un incastro che sa di già visto, quasi scritto: due estati fa il gioiello del Barcellona compì diciassette anni proprio alla vigilia della finale degli Europei contro l'Inghilterra. Il calendario, ancora una volta, lo consegna a un appuntamento con la storia nel giorno della sua festa. Lo nota anche FOX Sports, che alla vigilia dei quarti ricordava come il talento della Roja compia 19 anni nel giro di pochi giorni. Una coincidenza che sembra un segno.
Il destino che si ripete
Quel 14 luglio 2024, a Berlino, Yamal entrò in un club che prima non esisteva: il più giovane calciatore di sempre a scendere in campo in una finale di Europeo o Mondiale. Diciassette anni e un giorno. Un primato strappato addirittura a Pelé, come titolò ESPN, per il più precoce a disputare una finale con la propria nazionale. Quella sera le Furie Rosse piegarono l'Inghilterra e alzarono il trofeo, con il classe 2007 già dentro alla notte più grande.
Oggi la scena cambia, la trama no. Stesso weekend di compleanno, stessa posta altissima, di nuovo un avversario che Lamine conosce fin troppo bene. Il copione, semplicemente, si sposta da un continente all'altro, dagli Europei di Germania al Mondiale del Nord America. E lui torna a essere il ragazzo chiamato a decidere una notte da grandi con la carta d'identità di un ragazzino.
La Francia, la sua vittima preferita
Con i Bleus, Yamal ha un conto aperto fatto di perle e di sfrontatezza. Torniamo alla semifinale di Euro 2024: palla al limite dell'area, il ragazzo si accentra, si prende un attimo e lascia partire un tiro a giro che si spegne all'incrocio. Ha 16 anni e 362 giorni. Nessuno, nella storia degli Europei, aveva mai segnato così giovane: cancellato il record di Johan Vonlanthen, che resisteva dal 2004. Lo certificano ESPN e FOX Sports.
Un anno dopo, giugno 2025, altro incrocio con i transalpini e altra serata di gala: doppietta. La Spagna vince 5-4 la semifinale di Nations League, la partita più ricca di gol nella storia della competizione, come riporta la UEFA. Contro la Francia, insomma, Lamine trova sempre la via della rete. Non un caso isolato, ormai una consuetudine. La sfida, tra i due migliori vivai del continente, è diventata quasi personale.
Un Mondiale in sordina
Eppure questo torneo, finora, non è stato il suo. Alla vigilia dei quarti FOX Sports contava una sola rete in cinque gare, il ritmo spezzato da un infortunio di fine stagione che gli ha tolto brillantezza. Il talento resta intatto, la versione migliore ancora no. "Il miglior Lamine, quello offensivo, non l'abbiamo ancora visto del tutto in questo Mondiale", ha ammesso il ct Luis de la Fuente, il tecnico che lo ha lanciato e che ora ne aspetta il colpo di reni.
I numeri, però, raccontano comunque qualcosa di enorme. Dopo la sfida al Belgio ai quarti, Opta certifica sei presenze iridate a 18 anni: nessun calciatore così giovane ci era mai riuscito in una singola edizione del Mondiale. Meglio di lui, in questa speciale classifica, soltanto Kylian Mbappé e le sue sette gare da teenager nel 2018. Di nuovo la Francia, di nuovo un destino che si intreccia. Come se ogni tappa del suo cammino portasse, prima o poi, allo stesso avversario.
L'erede in cerca della notte perfetta
Il paragone con Messi e Cristiano Ronaldo lo insegue da quando era un ragazzino, e i riconoscimenti individuali lo alimentano. Yamal è l'unico ad aver vinto due volte il Kopa Trophy, nel 2024 e nel 2025, il premio riservato al miglior Under 21 del pianeta, come ricorda la UEFA. Nel 2025 ha chiuso al secondo posto nella corsa al Pallone d'Oro, alle spalle del francese Ousmane Dembélé. A diciannove anni, già dentro il discorso dei migliori del mondo.
E la squadra di De la Fuente non perde da 36 partite, da quel marzo 2024, con sette vittorie in altrettante gare a eliminazione diretta nei grandi tornei, come conta Opta. Le Furie Rosse arrivano alla semifinale da imbattute, con un fenomeno che aspetta soltanto la notte giusta per sbocciare davvero. Il palcoscenico, quello, non manca.
Ora l'ultimo ostacolo prima della finale: ancora la Francia, ancora un compleanno appena festeggiato. Il 13 luglio la torta, il 14 la prova del nove. Se l'erede designato di Messi e Ronaldo vuole prendersi il Mondiale, il weekend perfetto comincia proprio da lì. Resta una domanda sola: si ripeterà?

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