Cambio di hotel e virus in ritiro: la Norvegia verso i primi quarti di finale della sua storia

Cambio di hotel e virus in ritiro: la Norvegia verso i primi quarti di finale della sua storia

Trasloco improvviso dall'hotel per il troppo rumore e un virus che ha colpito parte del gruppo: alla vigilia dell'Inghilterra, la Norvegia prepara la partita più grande della sua storia. Il medico rassicura: «Ora tutti i giocatori stanno bene».

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Ventotto anni di attesa, e ora i primi quarti di finale della sua storia. La Norvegia è a un passo dall'impresa più grande di sempre. Ma ci è arrivata per una strada tutt'altro che liscia.

Cambio di hotel all'improvviso, un virus che ha girato per lo spogliatoio, qualche notte agitata: la vigilia della squadra di Stale Solbakken si è complicata parecchio, e quasi sempre lontano dal campo.

Perché la Norvegia, ai quarti di un Mondiale, non c'era mai arrivata, e a una fase finale non partecipava dal 1998. Ecco perché, in questa vigilia, ogni fastidio fa più rumore del solito.

Notte di rumori, poi il trasloco a Fort Lauderdale

Il primo grattacapo arriva dal ritiro. I norvegesi hanno lasciato il The Dalmar di Fort Lauderdale dopo una sola notte: troppo rumore dai cantieri attorno all'edificio, a pochi giorni dalla sfida con l'Inghilterra. Lo riferisce Yahoo Sports.

Il dettaglio non è banale. Il The Dalmar doveva essere il quartier generale della rincorsa ai quarti, e invece è durato una notte sola. A pochi giorni dalla partita più importante, i norvegesi hanno preferito rifare le valigie piuttosto che convivere con il frastuono.

A confermare lo spostamento è il capitano. Martin Odegaard non ha girato attorno alla questione: «C'erano alcune cose che potevano andare meglio, e le abbiamo sistemate. Solo per ottimizzare e prepararci al meglio per una partita importante».

Parole misurate, da leader. Il senso però è chiaro: nulla doveva essere lasciato al caso, nemmeno il silenzio di una camera d'albergo.

Il virus che ha attraversato la rosa

E non è finita qui. Un malanno di stagione aveva già lasciato il segno nelle prime fasi del torneo, togliendo pedine a Solbakken nei momenti sbagliati.

Il primo caso porta la data del debutto: Jorgen Strand Larsen ha saltato la gara d'esordio per la febbre. Il secondo arriva nel momento più importante: Marcus Holmgren Pedersen è rimasto fuori dalla vittoria negli ottavi contro il Brasile, dopo essersi sentito poco bene proprio nel giorno della partita. Lo scrive Goal.com.

Il tecnico non ha nascosto il problema. Nello spogliatoio, ha raccontato, erano circolati «qualche colpo di tosse e un po' di raucedine», sparsi qua e là. La causa, per il mister, sta nel conto fisico dei continui spostamenti attraverso gli Stati Uniti: chilometri, fusi orari e aeroporti, da una costa all'altra.

Fastidi passeggeri, forse. Ma alla vigilia dei primi quarti mondiali, anche un colpo di tosse diventa un caso.

Il via libera del medico

Poi la notizia che pesa più di ogni altra. Alla vigilia dei quarti il medico della Norvegia, Ola Sand, ha spazzato via i dubbi, come riporta Fox Sports: «Ora tutti i giocatori stanno bene».

È l'ultima incognita fuori dal campo che restava da sciogliere. Dopo giorni di voci sullo stato di salute del gruppo, alimentate anche dalla stampa norvegese, la parola del medico chiude il capitolo malanni proprio quando conta.

Nessuna assenza per malattia da segnalare in vista dell'Inghilterra, dunque, e rosa al completo per la sfida.

Distrazioni contro destino

Resta il ritratto di una settimana agitata. Da una parte i rumori dei cantieri, il trasloco dell'ultima ora, la tosse che gira per il ritiro. Dall'altra, un traguardo che questo gruppo non aveva mai toccato: i quarti di finale di un Mondiale.

Le grandi imprese, si sa, nascono spesso da vigilie storte. La squadra di Odegaard ha sistemato l'albergo, ha ritrovato la salute e adesso ha davanti soltanto l'Inghilterra.

Distrazioni da una parte, destino dall'altra. Il resto, lo dirà il campo.

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